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La politica nel pallone: Diego Armando Maradona ed il concetto di autorità.

July 3, 2010

Chell’ che fa fa, fa semp’ bbuon’ Nel detto popolare con cui un tifoso napoletano celebra la propria dedizione per Maradona è racchiusa tutta la forza di un concetto particolare come quello di autorità.

In scienza politica il concetto di autorità è definito come un genere particolare di potere “in cui la disposizione ad obbedire in modo incondizionato è fondata sopra la credenza nella sua legittimità”. In due parole l’autorità può essere definita come potere legittimo. Che cosa fa si che un potere sia ritenuto legittimo? Max Weber, uno dei padri della sociologia, parlava di legittimità carismatica (quella dovuta al carattere, alla forza esemplare, al valore del capo), di legittimità legale-razionale (e quindi la legittimità che affonda nella credenza della legalità degli ordinamenti che istituiscono il titolo ed il ruolo di chi detiene il potere) ed ancora di legittimità tradizionale (legata ai valori tradizionali di un popolo, di una nazione, di una comunità ecc.).

Ora, perché questo breve parentesi scientifica è utile ad un blog come questo? Ed ancora come direbbe Di Pietro “che diavolo ci azzecca” Diego Armando Maradona?

Andiamo per gradi: una delle poche cose sensate che si sentono ripetere nel dibattito politico italiano è la presenza nel centro destra e l’assenza nel centro sinistra di un leader. Nel primo caso c’è Silvio, Mr “Ghe pensi mi”, di cui possiamo veramente dire qualsiasi cosa ma non che non sia un leader dotato di carisma (il primo tipo weberiano). Esattamente il discorso contrario vale nel campo del centro sinistra. Il PD ha già cambiato in tre anni altrettanti segretari, il buon Prodi è stato due volte Presidente del Consiglio ed altrettante volte rispedito a casa dall’esplicita sfiducia dei partiti che lo sostenevano. Questi sono dati di fatto, di cui come si è detto si parla da anni. Quello di cui invece non si discute mai è la spiegazione razionale del perché un leader, in politica, sia fondamentale. E qui interviene proprio il concetto di autorità in nostro soccorso.

Ma perché, da definizione, un leader che sia un’autorità ottiene collaborazione e conformità ai suoi comandi ed alle sue indicazioni in maniera quasi incondizionata. Dico quasi perché di tanto in tanto qualsiasi autorità ha bisogno di fornire delle prove, ma questo è un discorso che ci porterebbe troppo lontano. Tradotto in termini pratici, ottenere conformità incondizionata significa non dover ad ogni esercizio di potere rafforzare la stessa ricerca di conformità con incentivi puntuali, positivi o negativi. Diciamo dei benefit o dei malus, la cui incessante contrattazione, al contrario, produce per quanto riguarda ad esempio la direzione di un governo, di un partito o di una coalizione inevitabilmente a risultati non solo molto più costosi ma anche meno efficaci. E basta pensare anche solo un istante ai già ricordati governi Prodi o alla turbolenta segreteria del PD targata Veltroni per capire quello che sto cercando di spiegare.

Se dunque come s’è detto, un’autorità ha la capacità di farsi seguire a prescindere, la frase che il tifoso partenopeo dedica a Diego Armando Maradona riassume perfettamente il punto. Da troppi anni in Italia la sinistra non riesce ad esprimere una personalità che venga appoggiata, seguita e supportata con una credenza simile.

Ora facciamo bene attenzione: non sto dicendo che sia necessario seguire un leader politico a prescindere da quello che fa e propone, o dalle vittorie che consegue; sto dicendo però che la presenza di una personalità carismatica che incarni il ruolo di leader permette proprio di scardinare quel gioco al massacro che è diventato l’individuazione di un leader di sinistra che, per almeno una stagione politica, possa costruire un percorso credibile e magari pure vincente in termini elettorali, senza cadere ad ogni battuta d’arresto, senza essere messo in discussione ad ogni occasione in primis dai suoi alleati e dai suoi elettori.

Esattamente, se ci pensiamo bene, quello che è avvenuto tra le fila del centro destra nei momenti di sconfitta elettorale e crisi di consenso. Berlusconi non si è mai mosso dal vertice ed ha rafforzato esattamente il carattere di autorità di cui gode nei confronti del suo elettorato e dei suoi sodali politici. Quando ci si chiede all’indomani dell’ennesima batosta elettorale della sinistra i motivi della sconfitta faremmo bene a riflettere proprio sul concetto di autorità. Ed ancora, tutti coloro che puntano la loro opposizione sulla demonizzazione di Silvio Berlusconi dovrebbero riflettere proprio su come, a fronte di un rapporto di autorità tra leader ed elettorato, il gossip o il “negative campaigning” non riescono a scardinarne le fondamenta.

Ripeto ancora una volta: si cerchino narrazioni alternative, si investa tramite delle primarie competitive e partecipate un leader e si lasci il tempo necessario affinché questo possa rafforzare la sua autorità politica.

P.S. ho scritto questo post appositamente prima della grande sfida da tra Argentina e Germania per un motivo molto preciso: sono pronto a scommettere, proprio perché Diego è considerato un’autorità dai suoi sostenitori, che a prescindere dalla sconfitta o vittoria della sua Argentina chi lo ama continuerà a sostenerlo e chi lo critica continuerà a criticarlo! A prescindere, appunto.

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