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Silvio Desperado: Federica Gagliardi, Noemi, Patrizia, e tutte le altre

June 28, 2010

Silvio Desperado

Ecco che torna il tormentone estivo del “Berlusconi sex scandal”. Dopo i festini con Topolanek, le voci su Noemi, le telefonate piccanti con Patrizia, le dicerie sul lettone di Putin, c’è una nuova fonte di racconti a sfondo sessuale sul vecchio premier: Federica Gagliardi, avvenente assistente della Polverini che Silvio si è portato con sé al G8.

Chi non capisce il motivo di questa trovata, dovrebbe leggersi il libro “Storytelling. La fabbrica delle storie” di Christian Salmon. Nel testo si parla dell’utilizzo dello storytelling in politica, e della “tecnica di Shahrazad”, che ha fatto vincere il secondo mandato a Bush, contro ogni aspettativa.

La tecnica consiste in un semplice principio: quando la politica vi condanna a morte, cominciate a raccontare storie. Storie così favolose, così accattivanti, così ammalianti che il re (o in questo caso i cittadini elettori che in teoria governano i sistemi democratici) dimenticherà la vostra condanna a morte.

Silvio con i suoi ammiccamenti alla sua vita sessuale sta cercando di distogliere l’attenzione dal suo calo di popolarità, con la complicità dei media. I quali, essendo in costante ricerca di scoop non possono tralasciare notizie di gossip di questo calibro, che sono tra le preferite in assoluto delle audiences mondiali.

È lo stesso principio per cui ad ogni elezione Silvio distoglie l’attenzione dai programmi elettorali e punta tutto sullo scontro tra il Bene e il Male, tra l’Amore e l’Odio, tra il Comunismo e la Libertà, ricreando lo schema archetipico delle narrazioni mitologiche più antiche dell’umanità.

Allo stesso modo, quando la popolarità è in calo e il governo è sulla graticola a causa delle sue scellerate scelte politiche, Silvio punta sul mito della sua vita sessuale. Sulla storia del Macho Latino che, nonostante l’età, è ancora un uomo potente, “tutto d’un pezzo”, ed è in grado di soddisfare donne molto più giovani di lui. Vorrebbero farci credere che Berlusconi è come il Banderas di Desperado. Fa ridere, a ben pensarci. Il problema però è che qualcuno ci crede.

Direi che è arrivato il momento di non cascarci più, e di smascherare questo giochino. Fatelo sapere ai vostri amici, alle vostre zie e alle vostre nonne. Berlusconi non è Banderas. E’ solo un miliardario ingombrante che è ora di mandare a casa. Insieme alla sua cricca di amici.

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La Padania e la Nutella

June 19, 2010

I leghisti si danno da fare: dopotutto siamo sotto la luna di Pontida, che come recita il fantozziano spot sul sito della Lega è il “sacro prato in terra bergamasca”. E si vede che questo evento li ispira particolarmente, perchè ogni giorno c’è del nuovo materiale per la nostra rubrica Padania’s Got Talent.

Questa volta non è un leader a essere l’oggetto della nostra attenzione, ma il giornale La Padania di venerdì 18 giugno 2010. Guardate qui sotto la prima pagina del quotidiano del Carroccio.

La Padania. 18 giugno 2010.

Ora, io non pretendo che tutti i giornali debbano essere uguali. Tuttavia credo che sia di buon senso esigere che un quotidiano “informi” su quello che accade nel mondo. Che lo racconti, anche a modo suo.

Gli altri quotidiani il 18 giugno 2010 hanno pubblicato diverse notizie:

Il Corriere ha aperto con la notizia della condanna di De Gennaro per i fatti diGenova 2001;

La Repubblica con il ddl di Tremonti che vuole modificare l’art.41 della Costituzione;

La Stampa con De Gennaro e il “sì” dell’Ue sulla tassa sulle Banche;

… e via dicendo.

La Padania invece no. In prima pagina pubblica “Lega garazia di buon governo” e una fotonotizia altrettanto grande con “giù le mani dalla nutella”. E ovviamente, in fondo pagina, una bella pubblicità negativa contro gli immigrati: “uno straniero su 4 lavora in nero”. Non si dice che questi stranieri in nero lavorano per gli imprenditori leghisti del bergamasco e del bresciano. E che sono questi ultimi a guadagnare di più dal lavoro in nero. Non si parla di nulla che potrebbe mettere in luce le difficoltà del governo. No. Pensiamo a quanto è buona la Nutella, che è meglio.

Ogni volta che penso ai leghisti, resto basito. Ma davvero qualcuno ancora pensa che la Lega sia un partito serio?

Padania’s Got Talent – Maroni fa lo gnorri

June 3, 2010

Padania's Got Talent

È veramente tragicomico, tra le notizie che arrivano dal mondo come la denuncia dei pestaggi israeliani sulle navi della flottiglia o l’inarrestabile marea nera che avanza nel golfo del Messico, vedere il teatrino italiano che scorre noncurante. Il fenomeno (da baraccone) di oggi è Maroni, che davanti alle accuse di Napolitano fa lo gnorri e dice: «no, avete capito male, non c’è nessun significato politico nella mia assenza a Roma».

Maroni, come tutti i leghisti, si barcamena tra le poltrone romane (che tiene ben strette) e l’immagine che vorrebbe dare di sé al Nord. La gente di Varese (e qui sta il problema) ancora vota la Lega pensando che in questo modo venga rappresentata la loro protesta contro la “Roma ladrona”. E i leghisti fanno di tutto per farglielo pensare: Maroni non va alle feste comandate della Repubblica, il Trota dice che non segue la nazionale di calcio, Bossi un giorno sì e l’altro pure ne spara una nuova. Insomma fanno una fatica bestiale e spendono un sacco di energie per far credere questa favola agli italiani del Nord. L’importante è che sui media vengano riportate queste notizie, e che la gente creda che la Lega è contro gli sprechi romani.

Ma quando i riflettori e le telcamere si spengono, e i fotografi e i giornalisti se ne vanno, quatti quatti, i leghisti tornano a occupare le loro poltrone romane. Seduti alla tavola di Berlusconi. E insieme ai Mastella e ai Cosentino. Macchè Padania… buon appetito.

Telefono Giallo !!! – Un revival dei mitici 80s dedicato alla Santanché

May 19, 2010

Telefono Giallo - Il caso Santanché

Così come il buon Augias nel mitico “Telefono Giallo” affrontava casi giudiziari e misteri ancora aperti, ci occupiamo qui di come sia mai possibile, e ripeto mai possibile, che qualcuno ascolti una come la Santanché.

Sapete l’ultima?  La Santanché ha difeso il diritto alla privacy dei boss mafiosi. “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E’ un abuso” ha detto il sottosegretario per l’Attuazione del programma di governo (!!!!!!) nel corso della trasmissione Mattino Cinque.

Berlusconi dice di smetterla di asoltare le sue telefonate perchè ogni volta ne viene fuori una: Minzolini (che Berlusconi chiama “direttorissimo”… non notate una sottile presa per i fondelli?) che confeziona il TG1 secondo il volere del Cavaliere, la Carfagna che lo accontenta come può, e così via. Ma dico, fino ad ora sembravano almeno tutti d’accordo che le intercettazioni, almeno per i mafiosi che parlano con tra loro eravamo tutti d’accordo (i mafiosi che parlano con i politici ovviamente non vale).

Nemmeno quello!!!!!! La Santanché ha oltrepassato anche questo limite. Ma dite che è così fessa? No, è evidentemente in cerca di protagonismo mediatico. Invitano tutti ma proprio tutti in Tv, dalla Mussolini a Sgarbi, Sallusti è sempre ovunque… e lei? Come al solito le deve sparare grosse per apparire. Ma proprio grosse. Bah… evidentemente è una seguace di Oscar Wilde (o di Andreotti, in realtà non si sa chi ha copiato dall’altro): “Nel bene o nel male l’importante è che se ne parli”. Di cosa? Della Santanchè, ovviamente. Non delle cose che dice. Nell’epoca della personalizzazione sfrenata della politica, l’importante è mettere la faccia sotto le telcamere più spesso possibile. Tanto d quello che dici non gliene frega niente a nessuno. Ma voi… siete d’accordo?