Posts Tagged ‘Lega’

Bossi porta sfiga!!! – L’altra faccia della personalizzazione della politica

June 24, 2010

Bossi Nel Pallone

Una delle poche volte che la Lega è costretta a fare marcia indietro. Scegliendo il più classico degli schemi comunicativi berlusconiani: lo “scherzavo, non dicevo mica sul serio”. L’uscita di Bossi ha costretto i suoi vicari a prendere posizioni più concilianti. Come Zaia, costretto a dirsi tifoso della nazionale e a rilasciare imbarazzanti interviste sulla sua situazione gastro-intestinale per far tornare lo share della Lega a livelli accettabili.

Questo episodio è il lato oscuro della personalizzazione politica: la percezione pubblica e la posizione dei partiti sono sempre più indissolubilmente legate al leader, alle sue caratteristiche e alle sue dichiarazioni sui media. E la Lega è nelle mani di una famiglia (i Bossi) che sono sempre sul crinale della decenza.

Tra l’altro, calcisticamente parlando, gli “auguri” di Bossi alla vigilia della partita con la Slovacchia suonano menagrami. Per contrastarli, vi linkiamo gli scongiuri del mitico Lino. Speriamo che facciano effetto!!!!

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La Padania e la Nutella

June 19, 2010

I leghisti si danno da fare: dopotutto siamo sotto la luna di Pontida, che come recita il fantozziano spot sul sito della Lega è il “sacro prato in terra bergamasca”. E si vede che questo evento li ispira particolarmente, perchè ogni giorno c’è del nuovo materiale per la nostra rubrica Padania’s Got Talent.

Questa volta non è un leader a essere l’oggetto della nostra attenzione, ma il giornale La Padania di venerdì 18 giugno 2010. Guardate qui sotto la prima pagina del quotidiano del Carroccio.

La Padania. 18 giugno 2010.

Ora, io non pretendo che tutti i giornali debbano essere uguali. Tuttavia credo che sia di buon senso esigere che un quotidiano “informi” su quello che accade nel mondo. Che lo racconti, anche a modo suo.

Gli altri quotidiani il 18 giugno 2010 hanno pubblicato diverse notizie:

Il Corriere ha aperto con la notizia della condanna di De Gennaro per i fatti diGenova 2001;

La Repubblica con il ddl di Tremonti che vuole modificare l’art.41 della Costituzione;

La Stampa con De Gennaro e il “sì” dell’Ue sulla tassa sulle Banche;

… e via dicendo.

La Padania invece no. In prima pagina pubblica “Lega garazia di buon governo” e una fotonotizia altrettanto grande con “giù le mani dalla nutella”. E ovviamente, in fondo pagina, una bella pubblicità negativa contro gli immigrati: “uno straniero su 4 lavora in nero”. Non si dice che questi stranieri in nero lavorano per gli imprenditori leghisti del bergamasco e del bresciano. E che sono questi ultimi a guadagnare di più dal lavoro in nero. Non si parla di nulla che potrebbe mettere in luce le difficoltà del governo. No. Pensiamo a quanto è buona la Nutella, che è meglio.

Ogni volta che penso ai leghisti, resto basito. Ma davvero qualcuno ancora pensa che la Lega sia un partito serio?

Padania’s Got Talent – Maroni fa lo gnorri

June 3, 2010

Padania's Got Talent

È veramente tragicomico, tra le notizie che arrivano dal mondo come la denuncia dei pestaggi israeliani sulle navi della flottiglia o l’inarrestabile marea nera che avanza nel golfo del Messico, vedere il teatrino italiano che scorre noncurante. Il fenomeno (da baraccone) di oggi è Maroni, che davanti alle accuse di Napolitano fa lo gnorri e dice: «no, avete capito male, non c’è nessun significato politico nella mia assenza a Roma».

Maroni, come tutti i leghisti, si barcamena tra le poltrone romane (che tiene ben strette) e l’immagine che vorrebbe dare di sé al Nord. La gente di Varese (e qui sta il problema) ancora vota la Lega pensando che in questo modo venga rappresentata la loro protesta contro la “Roma ladrona”. E i leghisti fanno di tutto per farglielo pensare: Maroni non va alle feste comandate della Repubblica, il Trota dice che non segue la nazionale di calcio, Bossi un giorno sì e l’altro pure ne spara una nuova. Insomma fanno una fatica bestiale e spendono un sacco di energie per far credere questa favola agli italiani del Nord. L’importante è che sui media vengano riportate queste notizie, e che la gente creda che la Lega è contro gli sprechi romani.

Ma quando i riflettori e le telcamere si spengono, e i fotografi e i giornalisti se ne vanno, quatti quatti, i leghisti tornano a occupare le loro poltrone romane. Seduti alla tavola di Berlusconi. E insieme ai Mastella e ai Cosentino. Macchè Padania… buon appetito.

Padania’s Got Talent – Matteo Salvini, un fuoriclasse!

May 21, 2010
Padania’s Got Talent

Eccoci qui, ci risiamo: a poche ore dal lancio del reality Padania’s got Talent, uno dei migliori fuoriclasse leghisti ci costringe a preparare d’urgenza la seconda puntata! Trattasi dell’ennesima uscita di Matteo Salvini, in effetti già celebre per il suo talento cristallino, che intervenendo ad un convegno sul tema “Italiani del domani” ha dichiarato che “agli immigrati non interessa poter avere il diritto di voto”. Veramente eccezionale è poi la spiegazione adotta: in pratica gli immigrati che conosce lui, quelli che si rivolgerebbero alle tante amministrazioni politiche dirette dalla Lega Nord, avrebbero a cuore la casa, gli ospedali, il lavoro e non certo la possibilità di partecipare al voto, amministrativo o politico che sia. Questione di priorità si potrebbe riassumere: ed in effetti chi mai potrebbe avere il chiodo fisso del diritto di voto quando non ha da lavorare, non può farsi curare o non sa dove andrà a dormire il mese prossimo? Ma certamente nessuno, neanche tra cittadini italiani! Davvero curiosa poi la coincidenza che, proprio sui tre temi più gettonati in testa alle preoccupazioni degli immigrati, la Lega Nord sostenga delle posizioni particolarmente sbilanciate in favore di questi. Come non ricordare la proposta leghista dei medici spia o il ritornello padano delle case popolari e dei posti di lavoro che i cittadini stranieri ruberebbero ai nostri connazionali. Quello che si dice mettere i propri interessi in cassaforte! Ed ecco quindi che ci vuole del talento, e tanto, per sostenere che gli immigrati desiderino lasciarne la gestione, tutta politica tra l’altro, a così sobri amministratori padani, quando potrebbero scegliere democraticamente da chi farsi rappresentare e magari difendere in maniera giusto un tantino più efficace.

Quello che invece ancora riesce a stupirmi è la naturalezza (notato nel video la faccia sveglia del nostro eroe?) con cui i leghisti sistematicamente se ne escono con dei teoremi, con tutta evidenza di una geometria non euclidea, che diventano immediatamente dei tormentoni mediatici e politici grazie al fatto che in genere non trovano giornalisti che gliene chiedano conto o interlocutori politici capaci di un contraddittorio all’altezza. Non in questo caso, per fortuna!

Intervallo – L’intervento di Feltrin a Cortona

May 12, 2010

Intervallo - Political TV

Un intervento lungo e molto interessante, sebbene discutibile sotto diversi aspetti. Ma quantomeno solleva le questioni centrali che la sinistra deve affrontare, oggi più che mai. Sono sicuro che gli appassionati di politica apprezzeranno.

Nell’intervento si parla principalmente di 3 temi:

–         Definizione dell’Agenda Setting;

–         Perché la Lega vince al Nord.

–         Come far vincere le elezioni alla sinistra.

La definizione dell’Agenda Setting: i falsi problemi del PD.

I temi che sono stati al primo posto nelle discussioni degli ultimi mesi del PD in realtà non importano a nessuno.

1) Il problema dell’organizzazione interna del PD non è un problema che rientra nell’agenda reale del paese, e deve rimanere fuori dai media. E soprattutto la partita sulla modernità e sull’innovazione del partito non si gioca sull’organizzazione del partito (liquido, piuttosto che solido o gassoso).

2) Il problema di questo paese non è il federalismo. Altrimenti non ci sarebbe una decrescita, negli ultimi 40 anni, nella partecipazione delle elezioni regionali. Le elezioni europee sono più frequentate di quelle regionali.

3) Il problema sul voto di preferenza per eleggere i consiglieri regionali, piuttosto che un sistema con primarie e liste bloccate, non importa alla gente. Il voto di preferenza non è aumentato in nessuna regione italiana. Tutta la discussione sui nominati, interessa solo i politici di professione. Agli elettori non interessa. In Lombardia il 23% ha espresso il voto di preferenza, in Emilia, il 25-26%.

Perché la Lega vince al Nord.

La Lega vince perché è radicata sul territorio? FALSO: il radicamento territoriale è forse condizione necessaria, ma mai sufficiente per prendere i voti. La storia del PCI e dell’MSI, partiti radicatissimi nel territorio, non prendevano o perdevano voti in base all’apertura o alla chiusura di nuove sedi. Non sono gli investimenti organizzativi a far crescere la Lega. Servono a tenere lo zoccolo duro, ma non spiega come può la Lega triplicare i voti.

Sono 3 i motivi per cui la Lega prende i voti:

1) Condizioni politiche che permettono alla Lega di conquistare nuovi spazi di offerta politica. Nel ’96 la Lega si è insinuata nel conflitto Berlusconi-Prodi. Nel 2008 la fusione tra FI e AN che ha  causato emorragia di voti al Nord che sono andati alla Lega.

2) La crisi economica premia la Lega. Ogni volta la Lega conquista voti quando c’è la crisi economica. È accaduto nell’83-84, così come nel 93-94, nel 96, nel 2003-2004, e oggi nel 2008-2009. Ogni volta che c’è crisi la risposta del Nord è chiara: “basta terroni”.

3) La Lega presidia alcuni temi di agenda politica che nessun altro partito italiano presidia. Prendiamo gli slogan più famosi:

–         “Forza Etna” e “Vesuvio svegliati”. la Lega inizia nei primi anni ottanta cavalcando il tema della frattura italiana tra Nord e Sud. Questa frattura esiste?

–         “Roma ladrona”. È vero che c’è un problema romano?

–         “Basta tasse”. I leghisti vogliono la Padania indipendente perché non si vuole mandare i soldi al sud. È vero che le tasse del Nord spariscono al Sud?

–         “A casa gli immigrati”. L’immigrazione è o no il problema centrale dell’Europa odierna di fronte al quale gli altri partiti tentennano?

La Lega intercetta l’agenda dell’opinione pubblica di tutto il Nord. E la sinistra sembra negare di fronte all’opinione pubblica l’esistenza di questi problemi. Tuttavia, se questi problemi sono veri, è necessario affrontarli. E trovare soluzioni alternative e chiare. Altrimenti si i voti li prende tutti la Lega.

La ricetta per vincere le elezioni

1) La sinistra dovrebbe seguire la tradizione del PCI e tornare ad ascoltare la classe operaia che per il 68% vive e lavora al Nord. E non pensare che siano tutti degli ignoranti leghisti, e riferirsi solo al “ceto medio riflessivo”.

2) La sinistra dovrebbe riconquistare autonomia da parte dei media nella definizione dell’agenda politica.

3) La sinistra, per vincere, deve riunirsi. Tutta. Mettendo tutti coloro che stanno nel campo di centrosinistra, il campo del centrosinistra sostanzialmente raggiunge il 44-46%. Il campo del centrodestra il 49% circa. Le distanze tra le due grandi famiglie non sono così lontane. Ma, mentre il centrosinistra si è balcanizzato negli ultimi 15 anni, il centrodestra si è ulteriormente omogeneizzato (Pdl + Lega sono sostanzialmente il 49%). I numeri parlano chiaro: o si trova il modo di riunire la sinistra, o si perde.

4) Le prospettive del Centrosinistra sono sensate solo se prendono i voti dal centrodestra. Dati i numeri e i rapporti di forza, questa è oggettivamente l’unica strada per governare.

La domanda politica è: chi è l’avversario principale? È Bossi o Berlusconi? Il PCI e la DC lo sapevano benissimo. Se voglio prendere i voti nei prossimi anni li vado a prendere nell’elettorato del Pdl o della Lega? Su questo bisogna mettersi d’accordo ed essere chiari.

La città dei morti viventi – Il trailer

May 6, 2010

La città dei Morti Viventi

Dopo il mitico Zombi di Romero e L’Alba dei Morti Viventi del regista americano Zack Snyder, il sindaco leghista di Monza, Marco Mariani, è pronto al lancio di un nuovo, tremendo remake: La Città dei Morti Viventi. La trama è molto semplice: tutti i locali della città devono chiudere all’una di notte. Le strade devono essere vuote, le finestre chiuse. Le persone, impaurite, guardano il mondo dalle inferriate dei condomini, trasformati in galere.

Questa idea non è un exploit personale del borgomastro brianzolo, ma è una variante sul tema del Bossismo: una ideologia molto astuta che cavalca la percezione di insicurezza e paura che serpeggia nella società. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il Bossismo e come si applica.

I media, e in particolare la Tv, come sappiamo sono il luogo in cui gli italiani formano la loro idea politica e le loro tendenze di voto. Detto in altre parole, guardando il Tg (e più in generale la Tv), due terzi degli italiani decide chi votare. Sappiamo anche che i media, per vendere di più, tendono a sovra rappresentare notizie che riguardano fatti violenti. Non è un segreto che nelle scuole di giornalismo una delle prime regole che insegnano è quella delle “tre S”: le notizie che appassionano di più i lettori sono quelle che parlano di Sesso, Soldi e Sangue. Detto in altre parole: i fatti violenti hanno sempre un posto in prima pagina. Anche se gli stupri, gli omicidi o le rapine diminuiscono, sui media locali e nazionali sono sempre presenti, con la stessa visibilità, allo stesso modo,  nelle prime pagine. Quindi, la gente ha la percezione che questi crimini non diminuiscano. Guardando la Tv, e in particolare la Tv commerciale che ha come unico e solo obiettivo quello di aumentare l’audience, la percezione è quella di vivere in un inferno, assediati 24 ore da criminali (immigrati, anzi rumeni) di ogni risma.

Ovviamente questa percezione distorta della realtà è tanto più forte quanto più coloro che la subiscono escono poco di casa, si cibano tutto il giorno di Tv, e vivono con disagio gli enormi cambiamenti del mondo globalizzato. In una parola: gli anziani. I nostri nonni teledipendenti hanno la percezione che Milano sia come il Bronx degli anni ’80, e che la criminalità a Monza, la capitale della Brianza, sia peggio che in una favela di Rio de Janeiro. Gli anziani hanno paura.

E la Lega su questa paura ci marcia. Su questa diffidenza, costruisce consenso politico.

Cacciare gli immigrati, ripulire le strade. Ordine, silenzio, disciplina. Queste sono le parole d’ordine del Bossimo, che si accanisce su chi le strade le vive, tutti i giorni: i giovani, gli immigrati. E così il Sindaco leghista di Monza ha avuto questa bella trovata di chiudere tutti i locali all’una, per impedire che le strade di notte siano troppo popolate. E a ruota lo seguono i suoi fedeli scudieri del Pdl: «Siamo stufi di vedere nugoli di fracassoni fuori dai locali» dice Paolo Gargantini, assessore berlusconiano al commercio della cittadina brianzola e scagnozzo del Sindaco Mariani. Anche a Monza infatti, come in tutto il Nord Italia, è la Lega che comanda, e il Pdl segue a ruota.

Quello che questi signori non capiscono è che le strade vuote non sono strade sicure. La città vuota è una città di zombie, che sembra il set di un film dell’orrore.

Una città sicura è una città viva, piena di gente. In cui le strade sono piene di persone. In cui le teste delle persone sono piene di cultura, di valori. Di rispetto. Rispetto per le donne, per gli omosessuali, per gli immigrati. Rispetto per chi è diverso. Un rispetto che dovrebbe essere insegnato nelle scuole, nelle famiglie, nelle stanze della politica. Nelle televisioni e sui giornali. Questa è una città sicura.

Quella che hanno in mente loro è una città vuota, una città di morti viventi. Un film dell’orrore.