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La politica nel pallone – Doppi Fini

July 17, 2010
La Politica Nel Pallone - Doppi Fini

La Politica Nel Pallone - Doppi Fini

La Russa intitola la Coppa Italia 2010-2011 ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Anch’egli sta cercando consensi tra chi è stufo delle sparate leghiste sulla presunta superiorità del Nord e sulla secessione. Anche Fini, ormai da qualche tempo, va nella stessa direzione difendendo l’Unità d’Italia, e polemizzando all’occorrenza con Tremonti, Bossi o altri esponenti della maggioranza. Da quando i finiani si sono pubblicamente allontanati dal capezzale di Berlusconi, Gianfranco è diventato un competitor dichiarato per La Russa, così come per tutti coloro che hanno scelto di restare fedeli all’Imperatore (Cesare) fino all’ultimo. All’orizzonte, si stagliano movimenti tellurici che ricomporranno il sistema partitico in modalità inedite, e la competizione tra i (futuri) avversari è già cominciata, per accaparrarsi “fette” di elettorato. Mentre ciò accade, i leghisti cincischiano con Totti. Che si stiano perdendo qualcosa?

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Gianfranco e il declino dell’Imperatore

July 7, 2010

Amici Di Gianfranco

Continua la saga di Gianfranco e i suoi amici. Oggi, Repubblica da i numeri: il peso di questo “terzo polo” (Partito della Nazione, Generazione Italia, Api, Mpa, Montezemolo) sarebbe del 22%. Silvio senza Gianfranco raccoglierebbe un 41%. Al PD spetterebbe il 36%. In picchiata la sinistra con uno striminzito 1%.

Le perplessità metodologiche sono forti: il panel su cui è fatto il sondaggio è di 1000 persone, e nonostante tutte le accortezze per stratificarlo è difficile che rappresentino correttamente più di 60 milioni di abitanti. Tuttavia questi numeri, se fossero anchesolo in minima parte affidabili, fanno presagire i possibili schieramenti che si possono configurare nel futuro prossimo.

Il Financial Times titola “Berlusconi entra in acque pericolose“. Franco scrive sul corriere che il progetto del Popolo delle libertà è in affanno. Per capire il basso indice di gradimento di Berlusconi basta leggere l’editoriale di Galli della Loggia, che descrive un presidente non-politico che invece di indicare una proposta nuova e ardita all’Italia prescrive solo “degli zuccherosi placebo a base di nulla”.

Gianfranco a gonfie vele insomma, e il premier con sempre meno voglia di scherzare, che scappa anche di fronte a una ragazza in bikini che in Brasile gli si offre come regalo. Niente, non si fa vedere. Non fa il brillante.

Berlusconi è in difficoltà. E Gianfranco prende forza. Stiamo finalmente assistendo al declino politico dell’Imperatore?

Il Reality – “Amici” di Gianfranco

May 5, 2010

Amici di Gianfranco

Ispirato dal successo pluriennale della De Filippi, anche Gianfranco apre il suo Reality: “Amici di Gianfranco”. La trama di questo Reality è molto semplice: il  conduttore, Gianfranco, cerca Amici. Ovunque. Ne ha trovati 500 tra gli amministratori locali. Ne ha trovati addirittura 50mila sulle pagine di Facebook. Ma si sa, gli amici su Facebook non sono come quelli veri. Proprio per questo Gianfranco, che vuole contare per benino quanti sono gli amici che sono solo suoi, ha lanciato un messaggio su internet. Un messaggio che, sostanzialmente, ruota intorno a quattro parole chiave: “merito”, “legalità”, “giovani” e “internet”. Sono parole chiare, che vogliono arrivare alle orecchie del target elettorale a cui sta facendo gli occhi dolci da tempo. Ma andiamo per gradi, e proviamo a leggere la strategia di Gianfranco.

Gianfranco innanzitutto ha messo qualcuno dei suoi a studiare. E i suoi, dopo aver fatto qualche studiacchiata e due o tre briefing, hanno chiamato Gianfranco e gli hanno detto: cercati uno spazio di visibilità e una collocazione politica autonoma rispetto a Berlusconi, altrimenti sei fregato. Infatti, quando Berlusconi lascerà la scena, verrà condannato alla damnatio memoriae, e questo lo sanno tutti. E coloro che rimarranno troppo a lungo a piangere al capezzale dell’Imperatore morente, verranno condannati con lui e cadranno in sventura. Questa storia è antica e saggia, e per capirla basta leggere qualche mito greco. E i ragazzi di Fini l’hanno fatto. E hanno messo sul chi-va-là il loro capo.

Allora Gianfranco ha cominciato a cercare spazi: ha cercato consenso tra i migranti. I suoi, che studiano, gli hanno detto che la maggior parte dei migranti hanno tendenze di destra, e che se li avesse difesi un po’ davanti alle telecamere, avrebbero stravisto per lui. Ora, sta cercando di fare breccia tra i giovani disaffezionati alla destra. Tra i giovani stanchi delle buffonate di Silvio. Sono giovani ai quali dice “tornate a casa, a destra, smettete di votare Di Pietro: la legalità e la meritocrazia ve le do io”.

È vero che Gianfranco si sta creando anche parecchi nemici, anche tra i suoi amici di sempre. E questo fa gioco al suo progetto. Un giorno potrà dire: “vedete, io già litigavo con l’Imperatore e i suoi Vassalli prima che cadesse in disgrazia, io ero diverso, lo sono sempre stato”.

È vero. Ma il problema di Gianfranco è che, restando al suo posto, resta a governare l’Italia fianco a fianco con la Lega, con Silvio e tutti gli altri. Anche Gianfranco, alla fine, nonostante tutto, è un uomo di corte. Anche nel suo video in cui parla di giovani, di futuro, di territori, di politica per passione, ricorda che lui è lì per governare (per “rendere ancora più incisiva la sua azione di governo”, per citare le sue parole esatte). E il Governo di cui parla Gianfranco è il governo di Silvio e di Bossi. E il suo. Tutto questo rumore insomma per tornare a sedersi al tavolo con Silvio e Umberto, che ultimamente non lo chiamavano più. È per questo che, alla fine, la sua ricerca di Amici ha il sapore di una commedia il cui copione è già stato scritto. Chissà in quanti ci cascheranno. E bravo Gianfranco.