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La Classe Operaia Va In Fabbrica (di Nichi) – secondo tempo

July 22, 2010

La Classe Operaia Va In Fabbrica (Di Nichi)

Ieri abbiamo letto ed ascoltato tutto quello sta ruotando intorno alla figura di Nichi Vendola e credo non sia difficile riconoscere che uno così nel campo della sinistra italiana non si vedeva da tanti, troppi anni.

Questo dovrebbe essere un dato di fatto, un parere condiviso con entusiasmo da chiunque sia stanco di questa ossimorica repubblica di Cesare. Ed invece le prime reazioni alla candidatura di Nichi Vendola alle prossime primarie del centro-sinistra sono gonfie di scetticismo, diffidenza, presunzione e certamente timore!  Troppi i “se”, inutili i “però” e fuori luogo i “ma”: calcoli e giudizi tattici come al solito che non centrano il punto e certificano inesorabilmente la miopia di una certa dirigenza del centro-sinistra italiano. Per fortuna il coro dei lamentosi non è unanime: qualcuno, che invece ci vede bene, ha capito al volo tutte le potenzialità connesse all’affaire Vendola; chissà, forse perché ne condivide i metodi di fare politica o forse perché, a differenza di molti suoi colleghi, non teme di finire dal lato sbagliato nella bipartizione vendoliana tra buona e cattiva politica!

Ed allora credo proprio che Civati abbia ragione in pieno quando ricorda che “le trecce d’aglio non servono a nulla”.

Dalle frequenze di Political Tv abbiamo il privilegio di poter raccontare le cose esattamente come le vediamo, senza preoccupazioni personali nè tatticismi…ed in questo caso mi sembra che siano almeno due le ragioni oggettive per ritenere la candidatura di Nichi Vendola una risorsa per il centro-sinistra italiano, senza se e senza ma.

1 Se l’offerta politica rimane così com’è il centro-sinistra non può che continuare a perdere: o direttamente alle urne o subito dopo in Parlamento. Non me ne vogliano male Bersani, la dirigenza del PD, di Pietro e così via, che continuano onestamente a fare opposizione ed a cercare di costruire la famosa alternativa, ma qualche cosa di nuovo, diciamo pure un plus-valore, rispetto allo status quo è oggettivamente necessario! E non sono io che lo dico, ma i risultati elettorali di tutte le elezioni degli ultimi 10 anni! Se poi c’è qualcuno che s’illude di vincere solo perché Berlusconi potrebbe uscire di scena…beh ancora una volta si dimostrerebbe di capire poco della realtà italiana, in cui la narrazione berlusconiana ha messo radici così profonde da poter sopravvivere anche al suo cantore privilegiato!

Sto in qualche modo dicendo che Vendola è l’unico politico destinato a vincere contro il PDL? Assolutamente no! Piuttosto sto ribadendo che bisogna fare di tutto per averlo tra le proprie fila: che sarà il capo coalizione, o uno dei suoi generalissimi, per dirla in termini bellici, Vendola è una risorsa troppo grande per pemettersi di perderla! E questo per un motivo fondamentale: perché riesce proprio lì dove l’attuale centro-sinistra è inesorabilmente carente. Entusiasmare e mobilitare fette di elettorato che non votano più da anni! Fette che, come si è già visto in Puglia, rappresentano molti più punti percentuali di quelli portati in dote dal buon Casini!

 2 Quando si perde, o si è perso, una competizione, si ha l’obbligo di cercare qualcosa di nuovo e di lasciare a questo lo spazio necessario affinché tutte le potenzialità dell’innovazione possano prendere forma e sostanza! Una guerra fratricida, con colpi bassi, scorrettezze e magheggi  vari, che travalichino la legittima competizione che si svilupperà in seno alle primarie, sarebbero il più grande assist al centro-destra. Direi che il caso Obama-Clinton potrebbe fare da scuola. Durante le primarie i due candidati si sono confrontati, scontrati, spesso attaccati ed hanno messo in campo tutte le risorse a disposizione per dominare il campo democratico statunitense, ma una volta stabilito il vincitore queste stesse forze sono state aggregate sapientemente. Evitato il rischio del reciproco annientamento, i risultati alle urne hanno dimostrato nei numeri l’effetto moltiplicatore di una competizione reale e leale!

Questi sono dunque almeno due buoni motivi, ma credo che se ne possano trovare ancora molti altri, per vivere con entusiasmo la sfida che Vendola ha lanciato al centro sinistra-italiano: al PD spetta il compito di dimostrare di essere in grado, come si fa nel ciclismo, di mettersi in scia e, se ne sarà capace, di farsi tirare la propria volata.

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