Posts Tagged ‘costituzione’

Salvini, un talento davvero “mundial”!

June 16, 2010

Padania's Got Talent

Quando si parla di calcio si finisce molto spesso a dibattere sul talento. Chi ce l’ha innato, chi non ne ha affatto ma sopperisce con il duro allenamento, chi l’ha coltivato, chi gli ha girato le spalle e così via. Ed allora in tempi  di calcio mundial come quelli che stiamo vivendo in questi giorni non poteva certo mancare una puntata del nostro reality dedicato proprio al talento. Eh sì perché, nonostante i primi caldi e l’imminente inizio dell’estate, i nostri indefessi padani dimostrano di essere ancora a pieno regime ed inanellano prestazioni su prestazioni.

L’ultimo esempio cristallino è per ironia della sorte proprio legato al Mondiale sudafricano: ha fatto non poco scalpore, infatti, la diretta che Radio Padania ha trasmesso durante la partita dell’Italia di lunedì sera.

I radiocronisti padani hanno condotto il racconto del match tifando contro la nostra nazionale, esultando al gol del Paraguay (particolarmente gustoso al palato padano perché maturato su incertezza di Cannavaro, napoletano e capitano degli Azzurri) e rammaricandosi per il pareggio del romanissimo De Rossi!

La difesa della linea scelta della redazione tocca, manco a dirlo, ad una delle punte di diamante delle fila leghiste, il cui rango da fuoriclasse era già stato celebrato dalle nostre frequenze in tempi non sospetti, diciamo pure pre-mondiali. 

Ascoltando e riascoltando le sue parole, si sa che il talento è cosa rara e quando si ha la fortuna di trovarsi d’innanzi ad una dimostrazione empirica è difficile per l’uomo comune staccarsene, ho deciso di omaggiare una frase che credo possa essere il manifesto del sentimento che tutti i rappresentanti leghisti  nutrono verso il nostro Paese.  “Non c’è un articolo della costituzione che obbliga a tifare per Tizio o per Caio…”

Ora, guardate che per pronunciare questa frase bisogna essere pervasi da un’esplosione di talento! Se non fossero parlamentari, ministri, eurodeputati, sindaci, governatori ci sarebbe veramente da farsi una risata di un giorno intero e magari adoperarsi per farli scritturare in trasmissioni come la Corrida o il Guinness dei Primati della D’Urso. Ed invece nella frase di Salvini è racchiusa tutta la tragicità della situazione in cui versa la rappresentanza politica dell’Italia: gli esponenti della Lega Nord, che mai come oggi hanno avuto potere ed influenza politica, esercitano infatti i loro mandati dimostrando una fedeltà ed un’appartenenza alla Repubblica Italiana che sono figlie solo di un obbligo costituzionale. Il loro cuore e la loro mente, si sa, stanno tutti nelle continue carnevalate padane che mettono in scena! 

Fermo qui il mio inevitabile mix di tristezza, incredulità, rabbia e mi affido volentieri alla risposta che Marcello Lippi, sollecitato sull’argomento da un giornalista, ha rilasciato: «Ma che cavolo me ne frega e poi perchè vi abbassate fino a questo livello? Siete giornalisti di alto livello. Non dovete scendere così in basso con queste domande…».  

Eh sì caro Marcello, con questa risposta mi hai davvero convinto! Se poi domenica prossima passiamo al 4-4-2 saremo d’accordo veramente su tutto…ed in caso di cavalcata mundial sono pronto a suggerire qualche luogo dove concentrare i festeggiamenti.

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Silvio nel Paese delle meraviglie!

June 9, 2010

Il teatrino della politica di queste ultime 48 ore sta raggiungendo livelli di assurdità di rara e preziosa fattura. Sembra che tutto ruoti intorno al DDL sulle intercettazioni: la maggioranza è spaccata, Silvio blinda il testo del Senato, il Colle è irritato, il popolo viola ed i magistrati protestano, le opposizioni insorgono, e  radio e tv non parlano d’altro. Tutti i politici intervistati nel merito, che siano contrari o favorevoli, esordiscono più o meno così: “in effetti in passato sono stati fatti degli abusi nell’utilizzo da parte della stampa di stralci di intercettazioni…”  Qualcuno poi ne fa derivare l’urgenza della nuova regolamentazione in materia, qualcun altro, invece, si oppone al DDL perché limita gli strumenti nelle mani della magistratura e degli organi inquirenti. Quello su cui, tuttavia, converrebbe riflettere è proprio la premessa di cui sopra, quando si parla degli abusi. Ma a che cosa si stanno riferendo tutti? Ma in che Paese vivono? Ma cosa vedono? Ritornano ossessivamente parole come “gogna mediatica”, “privacy da tutelare”, “diritto a non essere spiati” e così via. Tralasciando l’ipocrisia di avere allevato un popolo di voyeristi, che adora stare a guardare dieci cretini chiusi in una casa per cento giorni, oppure improvvisarsi allevatori,  naufraghi ed artisti, salvo poi lamentare che sui giornali circolano notizie che mettono in mostra il privato dei personaggi pubblici, mi sorge solo una domanda: ma a quanti Italiani, oltre ai politici, al top management dell’imprenditoria italiana, alla fauna che ruota intorno allo spettacolo ed ai criminali di qualsiasi specie (e le categorie possono spesso sovrapporsi) frega veramente qualcosa delle intercettazioni telefoniche? Dirò di più, quanto della deriva pornografica e scandalistica presa dalla stampa e dai media italiani è il risultato della direzione che proprio la classe politica della Seconda Repubblica ha voluto imprimerle?

Ecco dunque che siamo davanti al solito giochino berlusconiano fatto di narrazioni a cui gli Italiani credono, quasi si trattasse di dogmi di fede. Proprio ieri Berlusconi ha dichiarato: “lobby di magistrati e giornalisti hanno finora impedito che si arrivasse ad un testo che difende al 100 per cento la nostra privacy, che in una democrazia è uno dei primi contenuti del nostro diritto alla libertà”

Di colpo ci troviamo immersi in un racconto che descrive una realtà surreale in cui la prima delle preoccupazioni degli Italiani sarebbe quella di sfuggire alle morse di uno stato totalitario di orwelliana memoria. Sarà, ma a soli pochi giorni dalla presentazione di una finanziaria che prevede che soltanto la gente comune (quella che, dati alla mano, continua a regalare milioni di voti a Berlusconi e Bossi) si farà carico della maxi-manovra da 24 miliardi euro, mi sembra che tutta questa urgenza di liberarci dall’invadenza dello Stato Grande Fratello sia l’ennesima mistificazione. A maggior ragione se poi gli stessi che si lamentano sono i più sfegatati supporters delle videocamere ad ogni angolo di strada.

Per completare in grande stile un quadro già così marcatamente delirante ci ha poi pensato ancora Lui, davanti all’assemblea di Federalberghi. “Governare con l’architettura istituzionale prevista dalla nostra costituzione sarebbe un inferno”; progetti politici ottimi ce ne sono, ha poi aggiunto Berlusconi, ma non è possibile tradurli nella realtà per colpa delle regole istituzionali previste dal nostro ordinamento. “Pensi ad un  cavallo e ne esce fuori un dromedario!”

Bersani giustamente ha fatto notare che il Presidente del Consiglio giura, all’inizio del suo mandato, sulla costituzione: in caso di scarso gradimento l’uscita è sempre aperta.

Dalle frequenze di Political TV ci limitiamo ad una sola battuta. All’origine era l’eredità dei comunisti guidati da Prodi, subito dopo la crisi finanziaria, poi Fini il traditore ed ora è il turno della costituzione e dei poteri della magistratura. Insomma, c’è sempre qualcosa o qualcuno che impedisce ad un governo, formato da soli due partiti e con una maggioranza parlamentare tra le più schiaccianti che la storia repubblicana ricordi, di portare a termine le storielle che ha promesso, questa volta senza neanche sfoderare la scrivania in ciliegio, in campagna elettorale. Chissà mai che la storia del cavallo e del dromedario funzioni anche in questo caso!