Chi l’ha visto? Bondi…

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Chi l'ha visto? Bondi...

Il Ministro Bondi ha dichiarato che non andrà a Cannes. Il motivo? Il “rincrescimento” e lo “sconcerto” per «la partecipazione di un’opera di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano». Insomma, tutta colpa della Guzzanti che, secondo le parole di un altro Ministro (Brambilla), getterebbe discredito e fango sull’Italia.

Qual è il terribile crimine di cui si sarebbe macchiata la Guzzanti? “Draquila“: un docufilm che parla del post-terremoto abruzzese, in cui Berlusconi e Bertolaso vengono tenuti sotto tiro. Ma perché il Pdl si infuria così tanto se gli toccano L’Aquila?

Perché L’Aquila è il loro spot elettorale preferito. Il loro gioiello di comunicazione politica. E chissà per quanto ancora vorranno riutilizzarlo. Le immagini provenienti dall’Abruzzo che hanno affollato l’etere italiano sono state un continuo e costante spot elettorale per il Pdl, studiato nei minimi dettagli. Regione Lombardia ebbe anche il fegato di mandare una troupe, nell’agosto 2009, guidata dal regista di fiducia di Berlusconi (Renzo Martinelli, già autore del kolossal leghista sul “Barbarossa”), a girare un terrificante spot tra le macerie dell’Aquila. Uno spot che girò per mesi nelle sale Medusa prima di ogni film. Una pubblicità elettorale per Formigoni e il Pdl girata per mesi e mesi nelle sale cinematografiche italiane. Non è un segreto che Silvio tra lacrime, G8, strette di mano e promesse, sullo sfondo delle macerie dell’Aquila ha girato una delle sue narrazioni politiche meglio riuscite: il “Presidente Terremotato” (tra i suoi precedenti si annovera il famosissimo “Presidente Operaio”, per intenderci).

Insomma, questi sono tutti motivi più che validi per far sì che, se la Guzzanti si azzarda a rovinare l’immagine (e l’immaginario) di questa enorme narrazione elettorale, il Pdl tira fuori le unghie e i denti. Non ci stupisce che i primi a reagire siano i fedelissimi del Re, come Bondi.

E insomma Bondi per ripicca non andrà a Cannes. Beh, poco male. Nessuno chiamerà “Chi l’ha visto?” per cercarlo. Non credo che né i registi né gli appassionati di cinema sentiranno la sua mancanza. Un Ministro le cui politiche, come il mega-taglio al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) hanno colpito duramente il mondo della cultura, non si è fatto troppi amici nell’ambiente.

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