Il Reality – “Amici” di Gianfranco

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Amici di Gianfranco

Ispirato dal successo pluriennale della De Filippi, anche Gianfranco apre il suo Reality: “Amici di Gianfranco”. La trama di questo Reality è molto semplice: il  conduttore, Gianfranco, cerca Amici. Ovunque. Ne ha trovati 500 tra gli amministratori locali. Ne ha trovati addirittura 50mila sulle pagine di Facebook. Ma si sa, gli amici su Facebook non sono come quelli veri. Proprio per questo Gianfranco, che vuole contare per benino quanti sono gli amici che sono solo suoi, ha lanciato un messaggio su internet. Un messaggio che, sostanzialmente, ruota intorno a quattro parole chiave: “merito”, “legalità”, “giovani” e “internet”. Sono parole chiare, che vogliono arrivare alle orecchie del target elettorale a cui sta facendo gli occhi dolci da tempo. Ma andiamo per gradi, e proviamo a leggere la strategia di Gianfranco.

Gianfranco innanzitutto ha messo qualcuno dei suoi a studiare. E i suoi, dopo aver fatto qualche studiacchiata e due o tre briefing, hanno chiamato Gianfranco e gli hanno detto: cercati uno spazio di visibilità e una collocazione politica autonoma rispetto a Berlusconi, altrimenti sei fregato. Infatti, quando Berlusconi lascerà la scena, verrà condannato alla damnatio memoriae, e questo lo sanno tutti. E coloro che rimarranno troppo a lungo a piangere al capezzale dell’Imperatore morente, verranno condannati con lui e cadranno in sventura. Questa storia è antica e saggia, e per capirla basta leggere qualche mito greco. E i ragazzi di Fini l’hanno fatto. E hanno messo sul chi-va-là il loro capo.

Allora Gianfranco ha cominciato a cercare spazi: ha cercato consenso tra i migranti. I suoi, che studiano, gli hanno detto che la maggior parte dei migranti hanno tendenze di destra, e che se li avesse difesi un po’ davanti alle telecamere, avrebbero stravisto per lui. Ora, sta cercando di fare breccia tra i giovani disaffezionati alla destra. Tra i giovani stanchi delle buffonate di Silvio. Sono giovani ai quali dice “tornate a casa, a destra, smettete di votare Di Pietro: la legalità e la meritocrazia ve le do io”.

È vero che Gianfranco si sta creando anche parecchi nemici, anche tra i suoi amici di sempre. E questo fa gioco al suo progetto. Un giorno potrà dire: “vedete, io già litigavo con l’Imperatore e i suoi Vassalli prima che cadesse in disgrazia, io ero diverso, lo sono sempre stato”.

È vero. Ma il problema di Gianfranco è che, restando al suo posto, resta a governare l’Italia fianco a fianco con la Lega, con Silvio e tutti gli altri. Anche Gianfranco, alla fine, nonostante tutto, è un uomo di corte. Anche nel suo video in cui parla di giovani, di futuro, di territori, di politica per passione, ricorda che lui è lì per governare (per “rendere ancora più incisiva la sua azione di governo”, per citare le sue parole esatte). E il Governo di cui parla Gianfranco è il governo di Silvio e di Bossi. E il suo. Tutto questo rumore insomma per tornare a sedersi al tavolo con Silvio e Umberto, che ultimamente non lo chiamavano più. È per questo che, alla fine, la sua ricerca di Amici ha il sapore di una commedia il cui copione è già stato scritto. Chissà in quanti ci cascheranno. E bravo Gianfranco.

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